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Gli impianti sportivi dell'area del Codrei sono stati oggetto di interventi manutentivi importanti: un nuovo campo da calcetto con erba sintetica – accanto a quello tradizionale – un nuovo campo da basket per il gioco tre contro tre, una skate plaza con piattaforma per le diverse acrobazie, un rinnovato campo da baseball. Gli appassionati delle pesca, sul delimitare del campo da baseball, possono accedere al laghetto per la pesca sportiva della locale associazione. Proprio in quest'area si snoda il percorso ginnico: una serie di attrezzi – anelli, sbarre, esercizi di equilibrio – lungo un breve ma stimolante itinerario in mezzo ai boschi. La pratica della mountain bike è garantita in più punti: in pianura nell'area dei Mareschi, nella media montagna nei diversi percorsi fino a raggiungere il Cresto e Vaie o le frazioni di Villar Focchiardo, per i più allenati invece c'è la carrozzabile che porta al Colle Bione e dunque a Giaveno.
Sant'Antonino: suggerimenti per la visita
Sant'Antonino di Susa è una tranquilla cittadina posta sull'Antica Strada di Francia,
un
tempo sede di importanti insediamenti industriali.
Punto di partenza per numerose escursioni nei boschi pedemontani o nell'area umida dei Mareschi.
Il più antico documento che attesta la presenza di un nucleo abitativo - il "Borgo S.Agata" - è il Diploma del 1001 con il quale l'imperatore Ottone concesse a Olderico Manfredi un'ampia porzione della Valle di Susa. Antiche testimonianze – le incisioni rupestri nel tratto alpino appena superiore al centro abitato, la vicinanza con la stazione neolitica di Vaie, la persistenza del toponimo "nervianum” - farebbero pensare ad un'origine più antica. In età medievale e moderna, Sant'Antonino sviluppò un'attività agricola di modesta entità comunque sufficiente a garantirgli una certa autonomia economica ed incrementare - lungo, appunto, l'Antica Strada di Francia - la presenza progressiva tra Settecento e Ottocento di alcune botteghe artigianali e commerciali. Meritano una sosta la Stazione Ferroviaria e la Farmacia.
prima, edificata nel 1855, costituisce una delle quattro stazioni storiche della Linea Trino-Susa ed ha conservato intatta la struttura esterna; la seconda è una delle prime cento farmacie del Regno di Sardegna, autorizzate da Re Carlo Emanuele nel marzo del 1732. A facilitare la visita auto guidata di molti edifici civili ed monumenti religiosi del territorio e del paese sono collocati pannelli storico illustrativi a cura dalla sede locale dell'Università della Terza Età. Meritano infine una menzione il rifugio antiaereo – costruito al di là della stazione in occasione del secondo conflitto mondiale per i dipendenti impiegati del vicino Cotonificio A.Abegg – e la fornace di Via Maisonetta, di proprietà privata, che ancora nei primi decenni del secolo scorso produceva calce per gli imprenditori edili del territorio.
La chiesa parrocchiale
La chiesa parrocchiale fu costruita nell'XI secolo, con buona probabilità in seguito alla donazione che
il marchese Enrico e la consorte Adalena (Adelaide) di Susa fecero nel 1043 ai monaci agostiniani di
san Antonino della diocesi francese di Rhodes.
Nel 1297 la chiesa - e i beni - passano sotto il controllo giuridico e pastorale dell'abate di S.Michele della Sacra. La parrocchia ha goduto fin dalla sua fondazione dell'immunità fiscale e giuridica, possedendo redditi diretti - terre e boschi dati in affitto - e indiretti, ovvero i diritti feudali derivanti dell'uso che i cittadini fecero del beneficio parrocchiale. Il parroco era dunque anche Conte. Una parte di questi diritti feudali vennero affrancati il 21 giugno 1599 con atto notarile. Dal ricordo di questo avvenimento nasce "Borghinfesta". E' una delle chiese romaniche più antiche della Valle di Susa, benché solo il campanile – restaurato nell'estate del 2001 – conserva ancora quasi intatto lo stile originario. Dell'antica costruzione sono conservate importanti tracce negli archetti dell'abside meridionale formati da una cornice di mattoni a "denti di sega” correnti tra due listelli e da una serie di mattoni sottili disposti ad angolo, in modo da formare una elegante linea a zig-zag. Tre ampie monofore si aprono nell'abside centrale e una più piccola nelle laterali. Importanti affreschi Duo-Trecenteschi sono stati rinvenuti e restaurati in una abside interna e all'esterno della navata centrale. Recenti restauri alla navata centrale interna della chiesa hanno portato alla luce decorazioni del Cinquecento e una bella serie di pitture di poco più tarde, restituendo luminosità ed autorevolezza ad una delle chiese più belle della valle di Susa.
La chiesa evangelica battista
La formazione di questa comunità evangelica risale alla primavera del 1905, quando alcuni cittadini di Sant'Antonino, venuti a conoscenza che nel paese di Meana da alcuni anni un giovane pastore svizzero - tale G.B.Scrajber - esercitava il ministero pastorale, decisero di invitarlo a tenere una riunione. Era il 25 maggio. L'entusiasmo fu tale che da allora si susseguirono due appuntamenti settimanali. A metà degli anni '20 la comunità acquistò un locale - l'attuale sede - grazie all'aiuto del pastore scozzese W.L.Landels che esercitava a Torino.
La Cappella di S.Antonio
Per quanto non sia corretto affermare che è questa la sede dell'antica Prevostura minore di S.Desiderio, questa cappella è l'espressione del desiderio popolare di vedere di nuovo eretto un luogo di culto in questo borgo. Desiderio legittimo visto che questo è il borgo più antico del paese, il "Burgus S.Agata”. L'antica prevostura governava un terzo del territorio ma ebbe vita breve, già a metà del ‘600 risulta inesistente e gli edifici gravemente compromessi a causa dell'incuria dei monaci dell'abbazia di S.Giusto di Susa da cui dipendeva. Nel 1826 la comunità decise di riedificare l'antica cappella, 5 anni più tardi fu riaperta al culto.
La Cappella di S.Rocco e Sebastiano
Un'iscrizione - ora scomparsa - posta all'interno dell'edificio, indicava che la cappella fu costruita dalla comunità di Sant'Antonino nel 1599 in obbedienza ad un voto fatto forse, visto che è dedicata ai santi Rocco e Sebastiano invocati dalla tradizione cristiana a protezione dalla peste, in occasione dell'epidemia che colpì la Valle di Susa l'anno precedente. Due secoli più tardi essa necessitava di radicali interventi di restauro e per questo fu chiusa al culto. Nell'ottobre del 1762 il Consiglio comunale delibera l'inizio dei lavori che si conclusero nell'estate successiva. Agli inizi dell'800 l'edificio è di nuovo in pessime condizioni, la chiesa venne riedificata nel 1868.
La borgata Cresto
La Borgata Cresto vale una passeggiata. Immersa nei boschi a pochi dal centro abitato, è raggiungibile in macchina oppure a piedi (trenta minuti a passo lento). Raggiunta la frazione è possibile visitare la Cappella di S.Brigida edificata nel 1713 e consacrata nel 1717. In origine si trattava di una semplice struttura rettangolare, cui furono aggiunte tra la fine del 1700 e l'inizio del 1800, la sacrestia e il campanile. È un edificio religioso importante per la parrocchia e gli abitanti della borgata, tanto da essere retta, già dal 1796, da un Compagnia "che vi provvede alle spese del culto". Nei dintorni si possono ammirare i tre piloni votivi eretti a poche centinaia di metri di distanza fra loro completano il quadro della devozione popolare. Uno è posto lungo la "strada antica dei mulini" che saliva da Vaie, oggi "stra d'la galera", ed è dedicato - secondo la tradizione popolare - alla Vergine; il secondo è collocato lungo la mulattiera che sale dalla Maisonetta, l'unico sul quale sono ancora visibili affreschi della prima metà del 1800. Entrambi restaurati. Il terzo, quasi distrutto, si trova sul sentiero verso le "prese Billia".
La cappella della Maisonetta
"Nel tardo pomeriggio dell'11 giugno 1744” il vicario generale dell'abate di San Michele della Chiusa, tale Gian Giacomo Millo, da cui dipendeva la parrocchia di Sant'Antonino, visita questa chiesa posta ai piedi dei monti "de Nerviano”. Egli la trova in pessimo stato e ne intima la sospensione del culto. La descrive come una piccola cappella con la "volta a botte”, un modesto altare, chiusa al pubblico da un semplice cancello di legno. Tuttavia, vista la devozione popolare testimoniata "da ceri e fiori lasciati sul luogo” e la promessa dei proprietari – i Cometto – di restaurarla, dichiara la disponibilità a che – una volta ultimati i lavori – essa possa riaprire al culto. Purtroppo ciò non accadde se non tra il 1810 e il 1840. La cappella è dedicata alla Vergine delle Grazie.
Il castello Billia
Rappresentava una sorta di "residenza estiva" a presidio dei possedimenti della famiglia Billia - attestata agli inizi del '600 come la più ricca del paese, per secoli notai ed influenti amministratori - in un'ampia porzione di quel versante boschivo. La struttura attuale risale alla fine dell'800 ed è in stile neoclassico, alcuni arredi interni sono ancora originali. La località Billia è raggiungibile in macchina, direzione Cresto deviazione appena fuori dal centro abitato, in circa 30 minuti.
Museo Etnografico
Nel 1754 Isabello Giovanni Battista, antenato della famiglia Isabello – Cattero, acquistava una
casa colonica in Sant'Antonino.
L'abitazione era munita di stalle per il bestiame e di una parte rustica per i carri e gli attrezzi. Attività principali per la famiglia erano l'agricoltura di frumento, granoturco, patate, ortaggi e castagne nonché l'allevamento dei bachi da seta.
Quale gesto di riconoscenza degli antenati, nell'intento di offrire la possibilità di riscoprire la civiltà contadina di un tempo, i discendenti Silvano e Gemma Cattero, hanno radunato tutti gli attrezzi utili ad essere portati a conoscenza del pubblico e delle scuole.
Fra i tanti strumenti esposti potrete osservare: una mola ad acqua utilizzata per affilare falci e scuri, vari tipi di bilance, una macchina per sgranare il granoturco, attrezzi da bottaio, zappe, rastrelli e molti altri strumenti agricoli. Da segnalare una collezione di bottiglie con lo stemma delle Società Operaie valsusine ed una raccolta di filastrocche, proverbi, poesie, racconti in piemontese.
Altre informazioni: www.silvanocattero.it
La scheda del Comune
Superficie (Kmq): 9.96
Popolazione residente: 4256
Densità(abitanti per Kmq): 395
Altitudine capoluogo comunale: 380
Distanza da Torino: km.35
Sede Comune:
Via torino, 95 - Tel: +39 0119639911
Come arrivare
Strada statale ss25.
Autostrada A32 Torino-Bardonechia-Frejus uscita di Borgone.
Ferrovia: linea Torino P.N.-Modane (cerca gli orari sul sito ufficiale delle ferrovie italiane),
e scendere alla stazione di Sant'Antonino-Vaie.
Per maggiori dettagli vai alla pagina: come raggiungere Sant'Antonino