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Il comune di Sant'Antonino di Susa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

ART BONUS PER VALORIZZARE IL RIFUGIO ANTIAEREO

ART BONUS PER VALORIZZARE IL RIFUGIO ANTIAEREO

ART BONUS PER VALORIZZARE IL RIFUGIO ANTIAEREO

19 giugno 2017

Detrazioni fiscali del 65% a chi contribuisce alla manutenzione, protezione, restauro e valorizzazione del rifugio antiaereo

Si chiama “Erogazioni liberali a sostegno della cultura”, che nel linguaggio corrente è diventato “Art bonus”, ed è una forma moderna di mecenatismo, grazie alla quale i privati, cittadini o imprese, possono contribuire alla salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali. In cambio, un recupero fiscale che può anche essere consistente.

Il Comune di Sant'Antonino ha fatto propria questa iniziativa, prevista dal decreto legge sulla cultura, per finanziare la manutenzione, la protezione, il restauro e la valorizzazione del rifugio antiaereo situato all'interno dei giardini pubblici di via Medagli, con l'obiettivo di attivare una fruizione didattico - turistica di questo importante reperto della storia di Sant'Antonino.

I benefici di chi decide di contribuire alla salvaguardia di questo bene sono notevoli. Un incentivo fiscale con un credito di imposta del 65 per cento, ammortizzato in tre anni nel limite del 5 per mille del fatturato delle imprese, o del 15 per cento dell'imponibile per i privati.

I cittadini o le imprese possono versare la propria donazione sul conto corrente:
IT56 H030 6930 1301 0000 0300 015
intestato al Comune di Sant’Antonino di Susa, specificando il bene alla cui tutela si vuole contribuire, il rifugio antiaereo.

Il rifugio antiaereo, la storia

Il rifugio antiaereo è stato costruito nel 1943 ad opera del Cotonificio Valle Susa (come risulta dalla lettera inviata dal commissario prefettizio al Comitato Provinciale di Protezione Antiaerea il 15/3/1943) e poteva contenere 100 persone.

Il manufatto, realizzato in calcestruzzo a 4 metri sotto il livello di calpestio, è ricoperto in terra e non facilmente individuabile dall'alto. Di dimensioni contenute (circa 34 mq) sono ancora ben visibili una traccia per l'acqua potabile e una per l'illuminazione elettrica che probabilmente era a pedali. La struttura era quella standard per edifici di questo tipo: una scala di accesso che conduce alla stanza dove erano collocate le panche per i rifugiati, uno spazio toilette, uno spazio magazzino, una via di fuga di emergenza. Il rifugio santantoninese è l'unica struttura del genere ancora visibile in valle di Susa.

Il restauro del manufatto

Il restauro del rifugio antiaereo è stato realizzato di concerto dall'amministrazione comunale, l'Unitre e i vigili del fuoco: questi ultimi hanno curato la ricerca storica, la preparazione del materiale documentario ed eseguito il lavoro di sistemazione, mentre il Comune ha provveduto alla recinzione dell'area di accesso.

Fulvio Giaccone, per conto dell'Unitre, ha pulito l'impianto elettrico esistente e ne ha realizzato uno nuovo con illuminazione a basso voltaggio. Inoltre ha collocato i pannelli che illustrano la storia del rifugio. I vigili del fuoco hanno invece pulito il locale e sistemato l'accesso dotandolo di un adeguato pavimento e di muretti protettivi. Infine, l'impresa di carpenteria metallica Genzini ha realizzato la porta d'ingresso col materiale fornito dal Comune.

Il restauro è stato inaugurato il 15 ottobre 2016. Nelle intenzioni dell'amministrazione comunale il rifugio restaurato diventerà meta di visite scolastiche e verrà aperto in coincidenza con 25 Aprile, la festa patronale o altre ricorrenze istituzionali.

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